Basta discriminazioni col nuovo Codice del Turismo
Postato da RedazioneMarco | Inserito in Varie
È entrato in vigore il 21 giugno il nuovo Codice del Turismo, approvato a maggio dal Consiglio dei Ministri come decreto legislativo. L’importante riforma del settore turistico, che comporta l’introduzione di norme molto interessanti per la difesa dei diritti di tutti i turisti nel nostro Paese, prevede anche novità rilevanti per le persone con disabilità.
La principale è l’affermazione del diritto delle persone disabili a fruire dell’offerta turistica in maniera autonoma e completa, con pari opportunità rispetto agli altri. Si tratta di una svolta epocale, anche se dover arrivare a richiamare e affermare nuovamente questo fondamentale e imprescindibile diritto può apparire quasi avvilente.
Ad ogni modo viene ora posta una pietra miliare per i diritti dei turisti disabili. E nel decreto questa conquista viene sancita al Titolo I, quello riguardante le “Disposizioni generali”, richiamando la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Nel codice del Turismo si scrive infatti: “in attuazione dell’articolo 30 della convenzione dell’Onu del 2006 (cioè quello che riguarda la Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport, ndr), il Codice afferma un principio fondamentale teso a garantire alle persone portatrici di disabilità temporanea o permanente “il diritto di fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi al medesimo livello di qualità degli altri fruitori senza aggravi del prezzo”.
È inoltre considerato “atto discriminatorio” impedire alle persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive, di fruire, in modo completo ed in autonomia, dell’offerta turistica, esclusivamente per motivi comunque connessi o riferibili alla loro disabilità”. Insomma, la disabilità non può comportare alcun trattamento diverso da parte degli operatori turistici e di qualsiasi tipologia di struttura ricettiva.
In caso contrario si tratta, dice chiaramente la legge, di un vero e proprio “atto discriminatorio” La prima conseguenza di questa nuova impostazione è l’abbattimento del prezzo aggiuntivo che molto spesso veniva applicato per i servizi extra forniti alle persone disabili. Una seconda conseguenza è che tutte le strutture ricettive si adeguino al più presto e diventino prive di barriere architettoniche, per offrire a tutti i cittadini la possibilità di usufruirne.
Per i turisti disabili varranno poi le stesse garanzie e provvedimenti introdotti ora con il nuovo Codice per tutti i turisti: un numero unico attivo 24 ore su 24 per assistenza, agevolazioni per chi possiede animali domestici, possibilità di polizze assicurative a copertura globale, buoni vacanza finanziati con l’otto per mille per le famiglie a basso reddito, risarcimenti per vacanze rovinate da operatori turistici poco affidabili.
Viene introdotto poi un controllo di qualità severo, misurato in stelle, per le strutture ricettive, compresi bed&breakfast, case per ferie, ostelli, rifugi alpini, villaggi turistici e campeggi. Il ministro Michela Vittoria Brambilla, presentando il Codice, ha anche commentato le norme che riguardano i turisti con disabilità permanente o temporanea.
“Viene sancito con la riforma – ha spiegato – il diritto dei portatori di disabilità di fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, in pari opportunità rispetto a tutti gli altri cittadini e senza aggravio di prezzo”. Brambilla, che ha ricordato l’importanza della norma in questione alla luce di alcuni “spiacevoli precedenti” sul tema, ha spiegato che “si definisce atto discriminatorio impedire alle persone con disabilità di fruire dell’offerta turistica: vogliamo un’Italia aperta a tutti e senza barriere”.