Santa Lucia, giorni decisivi
Postato da RedazioneMarco | Inserito in Varie
Sono ore cruciali per il futuro dell’Ospedale Santa Lucia di Roma. Da oltre un mese personale, utenti, disabili, amici e quanti nel corso degli anni hanno potuto usufruire dei servizi di riabilitazione offerti dall’ospedale e dalla Fondazione Santa Lucia, la più importante struttura del centro-sud riabilitativa e di ricerca per le patologie neurologiche, sono mobilitati per salvare questa realtà da un ridimensionamento che ne stravolgerebbe, di fatto, la funzione.
Da metà gennaio un presidio permanente è presente nella sede della Fondazione con un gazebo e manifestazioni e varie forme di protesta si sono susseguite giorno dopo giorno. Come molti già sapranno, il problema nasce dalle alcune delibere della Regione Lazio che di fatto riducono le prestazioni di alta specialità della casa di cura e prevedono il licenziamento di più di 241 dipendenti. Nella casa di cura lavorano oggi circa 650 dipendenti a tempo indeterminato e 250 contrattisti; I posti letto sono 320 di cui 297 quelli di day-hospital. In più la clinica fornisce prestazioni anche per gli invalidi civili, per i quali non riceve fondi da parte dell’amministrazione regionale da più di un anno. Questo è il frutto dei tagli dovuti al Piano di rientro con i quali la Regione ha dovuto ridurre le spese sanitarie. Tagli che, oltre al licenziamento degli oltre 200 dipendenti, comportano il declassamento della struttura da alta specializzazione a clinica riabilitativa.
Fino ad ora si è riusciti ad ottenere dal Tar solamente una sentenza che blocca, ma solo per il momento, i decreti regionali e quindi il licenziamento dei dipendenti. Nulla di risolto, quindi, e il momento delle decisioni è solo rimandato. Resta ancora aperta , poi, la questione dei finanziamenti necessari per il pregresso delle attività svolte dal Santa Lucia e quelli per assicurarne il funzionamento nel futuro. In queste settimane molti sono stati gli attestati di solidarietà, venuti da ogni parte, con tutte le realtà del Santa Lucia coinvolte. Sabato 13 febbraio si è svolta un’assemblea pubblica, convocata dal “Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia”, a cui hanno partecipato genitori, utenti, lavoratori, sportivi e il Direttore Generale dell’Ospedale. In quell’occasione era stata decisa una nuova mobilitazione sotto la sede del Ministero della Salute per martedì 23 febbraio. La manifestazione è stata poi revocata per la disponibilità del Ministro della Salute ad incontrare una delegazione rappresentativa della Fondazione, composta dalla Direzione, dagli utenti e dalle sigle sindacali.
L’incontro è avvenuto la mattina di giovedì 25 febbraio: al tavolo con il ministro Ferruccio Fazio si sono seduti anche il commissario per la Sanità della Regione Lazio, Elio Guzzanti; i rappresentanti del Coordinamento per salvare il Santa Lucia, Mario De Luca e Carlo Di Giusto; tre genitori di bambini ricoverati al Santa Lucia (una mamma ha anche consegnato una lettera al ministro) e rappresentanti delle quattro organizzazioni sindacali del personale dell’ospedale.
“I nostri interlocutori ci hanno manifestato le difficoltà della Regione a legiferare in questo momento che precede le elezioni – ci spiega Carlo Di Giusto, che è anche allenatore della squadra di basket del Santa Lucia -. Hanno però preso l’impegno per un nuovo incontro, venerdì 26 febbraio, tra il ministro, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il Direttore della Fondazione, il dott. Luigi Amadio. L’ipotesi sarebbe quella di preparare un emendamento da presentare al Consiglio dei Ministri e che possa poi essere votato in tempi brevi per garantire l’attività del Santa Lucia dal punto di vista economico fino all’insediamento della nuova Giunta regionale, che dovrai poi farsi carico della questione”. Da parte del Governo ci sarebbe quindi la volontà di affrontare l’emergenza per permettere al Santa Lucia di respirare, in attesa che la Regione faccia la sua parte.
“Il vicepresidente della Regione, Esterino Montino, ci ha detto poi che la Regione sta cercando di valutare i conti pregressi per le prestazioni dal 2005 al 2008 – prosegue Di Giusto -, per stabilire la necessità di fondi e liquidità”. L’incertezza sul destino del Santa Lucia resta ancora grande, ma qualche cauto segnale di ottimismo si affaccia. Certo sarà determinante l’incontro con i rappresentanti del Governo. “Il nostro gazebo è sempre presente e operativo e il personale è sempre allertato, nel caso dobbiamo tornare a far sentire la nostra voce”, assicura Carlo Di Giusto. Per tutti gli aggiornamenti sulla vicenda del Santa Lucia si può visitare il blog, appositamente creato dal Coordinamento, all’indirizzo http://salviamolospedalesantalucia.blogspot.com/.