La Settimana Nazionale per la spina bifida
Postato da RedazioneMarco | Inserito in Autonomia, Prevenzione, Ricerca scientifica
Si avvicina l’appuntamento con la settima edizione della Settimana Nazionale della Spina Bifida, il più importante evento di sensibilizzazione e comunicazione per far crescere la conoscenza e l’attenzione nel nostro Paese su questa malformazione congenita. Quest’anno la Settimana Nazionale, promossa dal Coordinamento nazionale delle Associazioni Spina Bifida su iniziativa di ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), si svolgerà dal 2 al 10 ottobre. Evento centrale sarà, per la prima volta nei giorni della Settimana, l’Incontro Nazionale delle Famiglie, che è stato organizzato al Sud, a San Giovanni Rotondo. Nella cittadina pugliese in provincia di Foggia si terrà infatti, dall’1 al 3 ottobre, il Convegno sul tema “La qualità dei servizi alla persona con spina bifida in Italia – Stato dell’arte e prospettive future”, organizzato da A.Pu.S.B.I. (Associazione Pugliese Spina Bifida e Idrocefalo) con il supporto di ACISB (Associazione Campana Idrocefalo e Spina Bifida) e di ASBI.
“L’incontro annuale – spiega Maria Cristina Dieci, presidente di ASBI – è un’occasione sempre molto sentita ed ha al centro argomenti che stanno particolarmente a cuore alle famiglie ma spesso vengono trascurati. Ad esempio il trattamento delle piaghe da decubito, il ruolo dei Centri Spina Bifida e delle Associazioni come risposta concreta ai bisogni delle famiglie per tutelarne i diritti; gli interventi necessari per un adeguato percorso di vita, anche nell’ottica dell’introduzione del Federalismo. Nel Convegno di San Giovanni Rotondo particolare attenzione verrà riservata alla delicata fase di passaggio dall’età pediatrica all’età adulta, in cui si manifestano con più frequenza le criticità del sistema e della rete di assistenza multidisciplinare. L’incontro – conclude la presidente Dieci – sarà anche un atteso momento di confronto e scambio di esperienze tra i migliori esperti e professionisti italiani del settore, presenti al Convegno, e i Centri Spina Bifida competenti in interventi multidisciplinari, per rispondere alle richieste dei genitori, dei ragazzi, ed in particolare degli adolescenti, al fine di migliorare la loro qualità di vita. Per le famiglie è anche un momento importante per incontrare vecchi e nuovi amici che desiderano confrontarsi, conoscersi e scambiarsi esperienze e consigli”.
Il convegno si terrà presso il “Centro di Accoglienza Approdo”, in Viale Padre Pio 24, dove è prevista anche la sistemazione alberghiera per chi vorrà partecipare ai tre giorni del Convegno (la scheda di adesione va inviata entro il 19 settembre). Per tutte le informazioni e dettagli rimandiamo comunque alla consultazione dei siti www.spinabifidaitalia.it - www.apusbi.it - www.acisb.org - www.asbi.info o invitiamo a contattare la segreteria organizzativa di A.Pu.S.B.I. (Tel. Fax 0881-552103 Cell. 333-4455011 e-mail: info@apusbi.it). Per agevolare la partecipazione all’Incontro Nazionale verranno organizzati viaggi con Autobus gran turismo.
Durante la Settimana Nazionale verrà anche presentato lo stato dell’arte del progetto “ReSBI – Registro Pazienti con Spina Bifida”, avviato l’anno passato per sopperire alla mancanza di un censimento delle persone affette da Spina Bifida con il monitoraggio preciso della consistenza della patologia, il suo costo reale e le modalità di trattamento nei prossimi anni. Iniziativa di sensibilizzazione e approfondimento, che proseguirà anche nell’edizione 2010 della Settimana, sarà la campagna di comunicazione “Diamo a chi è affetto da Spina Bifida un mondo all’altezza dei suoi sogni”, patrocinata dalla Fondazione Pubblicità Progresso, che si avverrà di spot video-radio e manifesti. Chi avesse curiosità o necessità di maggiori informazioni sulla patologia potrà inoltre ottenere consulenza online tramite il portale www.spinabifidaitalia.it o si potrà rivolgere al Numero Verde 800.866311. L’edizione 2010 della Settimana si svolgerà sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per le Pari Opportunità, di Fondazione Pubblicità Progresso e di Cittadinanzattiva. Chi volesse sostenere la Settimana e aiutare le persone affette da Spina Bifida, può fare una donazione tramite il conto corrente postale 777417 intestato ad “Aiuta la vita”.
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Roma, le prime Paralimpiadi
Postato da RedazioneMarco | Inserito in Sport
C’è un motivo importante in più per celebrare i 50 anni dalle Olimpiadi di Roma del 1960. Mentre si moltiplicano in questi giorni le iniziative per rievocare l’unica Olimpiade estiva che si è svolta nel nostro Paese, non va dimenticato che i Giochi Olimpici che si tennero nella Città Eterna sono stati importanti anche per il fatto di essere stati anche i primi Giochi Paralimpici della storia. Per l’esattezza si trattò della nona edizione dei Giochi Internazionali per Paraplegici ma, di fatto, furono realmente le prime Paralimpiadi.
Lo ha stabilito anche il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) quando nel 1984, approvando la denominazione di “Giochi Paralimpici”, riconobbe che quelli di Roma erano stati ufficialmente i primi Giochi Paralimpici. Quello che fece la differenza rispetto ai precedenti Giochi Internazionali per Paraplegici fu proprio il fatto che, per la prima volta, le competizioni internazionali di tutti gli sport per disabili si svolsero nella città che ospitava le Olimpiadi, pochi giorni dopo il termine delle gare per i normodotati.
Fino a Roma 1960, infatti, i Giochi Internazionali per Paraplegici erano più conosciuti come “Giochi di Stoke Mandeville”, prendendo il nome dalla cittadina inglese dove si erano sempre svolti fin dalla prima edizione. Si trattava dell’equivalente dei Giochi olimpici, dedicati però ai veterani della seconda guerra mondiale che avevano riportato danni alla colonna vertebrale. Questa competizione era stata inventata dal medico inglese, di origine tedesca, Ludwig Guttmann, che era direttore del più importante centro di riabilitazione motoria inglese. Se a questo illuminato padre fondatore delle attività sportive per disabili si deve l’idea di gare internazionali riservate ai disabili, a un medico italiano va invece il merito di aver fatto sì che i “Giochi di Stoke Mandeville” si “trasferissero” nella sede olimpica di volta in volta designata. Il suo nome era Antonio Maglio e fu un pioniere delle terapie di riabilitazione dei disabili. Tantissime sono le persone che, già alla metà del secolo scorso, devono al prof. Maglio il miglioramento dell’aspettativa di vita ed il reinserimento nella società civile. Dopo la seconda guerra mondiale Maglio operò presso il Centro Paraplegici dell’INAIL di Villa Marina ad Ostia diventandone direttore. Presto sperimentò nuove tecniche e metodologie per la riabilitazione, riducendo la mortalità e migliorando le condizioni psicologiche dei disabili avviandoli a programmi di varie attività sportive. Dal 1956 cominciò a portare atleti italiani ai Giochi di Stoke Mandeville. Lì strinse amicizia col dott. Guttman e lo convinse a portare i Giochi a Roma, che era stata designata sede dei successivi Giochi Olimpici estivi.
Fu anche questo uno dei motivi per i quali, in quegli anni, l’Italia fu uno dei Paesi guida del movimento sportivo per disabili. Lo testimonia anche il fatto che l’Italia surclassò le altre nazioni partecipanti nel numero di medaglie vinte durante le Paralimpiadi di Roma. A Maglio va anche il merito di aver persuaso le autorità politiche e sportive italiane ad organizzare le gare negli stessi impianti usati per le gare dei normodotati e ad ospitare gli atleti disabili nel villaggio olimpico. Un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle Paralimpidi romane lo ebbe anche l’INAIL, che si mise a diposizione di Guttman e Maglio nel risolvere i problemi tecnici e pratici. I Giochi Paralimpici del 1960 si svolsero quindi dal 19 al 24 settembre, a solo una settimana dal termine dei Giochi Olimpici. Alla cerimonia inaugurale, allo stadio dell’Acqua Cetosa il 18 settembre, erano presenti oltre 5000 spettatori a salutare i primi atleti paralimpici. Quelli che ora possiamo definire pionieri dello sport paralimpico furono 400, in rappresentanza di 23 nazioni. Le gare furono 57, per 8 sport praticati: atletica leggera, biliardo, nuoto, basket in carrozzina, scherma in carrozzina, tennis tavolo, tiro del dardo, tiro con l’arco.
L’Italia fece un figurone, portando a casa ben 80 medaglie (29 ori, 28 argenti e 23 bronzi). Al secondo posto nel medagliere, ma ben distaccata, si piazzò la Gran Bretagna con 55 medaglie (20 ori, 15 argenti e 20 bronzi); sul terzo gradino del podio la Germania Ovest con 30 medaglie (15 ori, 6 argenti e 9 bronzi). Tra gli atleti che si distinsero particolarmente nei Giochi di Roma si ricordano l’italiano Franco Rossi nella scherma (l’Italia, tra l’altro vinse tutte le nove medaglie in palio nella scherma); l’inglese Dick Thompson nell’atletica; lo statunitense Ron Stein nel pentathlon e nell’atletica. Nel basket destò impressione il team americano, che vinse l’oro battendo Israele. Arnoldo Ruschioni, che vinse tre medaglie d’oro, ha poi avuto l’onore di essere il penultimo tedoforo in occasione delle Paralimpiadi Invernali che si sono svolte a Torino nel 2006.
Molti degli atleti di quella prima edizione parteciperanno ora alle celebrazioni del cinquantenario: il pomeriggio del 10 settembre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrerà al Quirinale tutti i vincitori italiani di ori olimpici e paralimpici estivi e invernali di ogni epoca. Alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Roma, che si tenne nel palazzo dello sport del Villaggio Olimpico, Ludwig Guttmann tracciò così il bilancio di quella prima Olimpiade per i disabili: “La grande maggioranza dei concorrenti e accompagnatori hanno pienamente compreso il significato dei Giochi di Roma come un nuovo modello di reinserimento delle persone paralizzate nella società e nel mondo dello sport”.
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Vacanze accessibili
Postato da RedazioneMarco | Inserito in Varie
Per milioni di italiani sta arrivando il momento della partenza per le vacanze d’agosto. Anche il nostro webmagazine andrà in vacanza per qualche settimana, ma prima di darci appuntamento a settembre vogliamo fare un giro delle coste dello Stivale per offrire alle persone disabili che hanno in programma alcuni giorni di relax al mare qualche suggerimento sulle spiagge e gli stabilimenti balneari realmente accessibili. L’elenco che segue privilegia luoghi dove ogni aspetto dell’accessibilità è tenuto in considerazione: vie d’accesso, servizi, bagni, spogliatoi, percorsi pedonali, possibilità di fare il bagno in mare utilizzando carrozzine speciali e assistenza alle persone disabili. Il nostro viaggio alla ricerca della spiaggia giusta comincia dal Mar Ligure per concludersi nell’alto Adriatico.
In Liguria due località ben attrezzate per accogliere turisti con ogni tipo di esigenza sono le cittadine di Sestri Levante e di Loano, in quest’ultima si distingue il bagno Delfino. Inoltre, in tutte le spiagge libere comunali di Pietra Ligure è disponibile una sedia-job per consentire l’ingresso in acqua ai disabili. Nella spiaggia libera di Santa Margherita Ligure si trovano una cabina-spogliatoio e pedane per raggiungere il mare e due speciali carrozzine da mare. Per informazioni generali ci si può rivolgere allo Sportello Informadisabili dell’Associazione Paratetraplegici Liguria Onlus, al numero di telefono 0185-280434. Per itinerari accessibili si può consultare anche il portale www.terredimare.it.
La Toscana presta grande attenzione alle vacanze accessibili. Tra i siti di riferimento consigliamo www.maremmaccessibile.it e il sito della Costa degli Etruschi, che permette di ricercare gli stabilimenti più adatti ad ogni esigenza (www.costadeglietruschi.it). Inoltre, come abbiamo segnalato in passato anche su queste pagine, l’associazione Handy Superabile ha realizzato i progetti “Mare senza barriere” e “Estabile” per monitorare e promuovere l’accessibilità della costa toscana. Sul sito www.handysuperabile.org trovate le strutture giudicate idonee.
Scendendo nel Lazio di recente abbiamo descritto il Centro Ferie Salvatore a San Felice Circeo (Latina), appositamente pensato per le vacanze delle persone disabili e delle loro famiglie. Attrezzature utili si trovano anche a Montalto di Castro nelle spiagge delle Murelle e nella spiaggia delle Graticciate. Chi si dirige in Campania tenga presente il sito www.turismoaccessibile.it/lidi.htm per trovare indicazioni balneari su Napoli e provincia e il sito http://www.casertaaccessibile.it/fruibilita1.html per i lidi del casertano. Ci si può invece rivolgere all’associazione di volontariato “Pro-handicap” (www.prohandicap.it) per sapere tutto del lido accessibile presente a Miseno.
In Calabria sono segnalate come strutture accessibili il Villaggio Pineta Mare di Pizzo Calabro e il Villaggio-Campeggio Formicoli a Santa Domenica di Ricadi. Spostandosi sulle isole maggiori rimandiamo in particolare alla Guida Blu di Legambiente (http://www.legambiente.it/campagne/guidaBlu/ricerca.php?anno=), che elenca le spiagge di qualità e accessibili, provincia per provincia, in tutta Italia.
In Sicilia c’è poi Open Sea, un lido accessibile gestito dall’Aism che si trova nella zona di San Papino, nel messinese. Per informazioni contattare l’AISM di Messina, ai numeri: 090-46699; 090-46230; 393-9700208. Sempre in Sicilia c’è anche il lido La Fenice Onlus di Milazzo (http://lafeniceonlus.blogspot.com). In Sardegna, oltre alle tante spiagge evidenziata dalla Guida Blu, troviamo sette stabilimenti balneari totalmente accessibili al Poetto di Cagliari, dove si può arrivare anche usando il servizio di bus a chiamata del “Progetto Sole” tramite il sito www.ctmcagliari.it. Nel sassarese, a Platamona, è stata ampliata e ristrutturata la ”Casa Vacanze per Disabili” della U.I.L.D.M.G., con tutti i comfort per 10/12 persone e accesso sicuro e facilitato alla spiaggia. Anche i prezzi sono accessibili. Per saperne di più consultare il sito www.uildmsassari.org.
Ritornando sullo Stivale, in Basilicata, troviamo a Policoro il progetto comunale “Tutti al mare” che dà la possibilità di noleggiare gratuitamente la sedia da mare JOB. Le spiagge del Comune sono attrezzate e accessibili. Per informazioni contattare il Comune al numero 0835-980518. Risalendo la penisola ci spostiamo in Puglia: presso lo stabilimento balneare “Il Titolo”, a Santo Spirito (BA), ci sono servizi per i diversamente abili. Inoltre, nelle spiagge libere del Salento, da questa estate ha preso il via il servizio gratuito di assistenza ai disabili nell’ambito del progetto “Spiagge per tutti”.
In Molise merita una citazione lo stabilimento Lido Panfilo a Termoli, dotato di servizi igienici dedicati e sedia Job per l’accesso in acqua. Un altro interessante progetto è stato realizzato a Giulianova, in Abruzzo, con lo stabilimento balneare Lido FAND: un vecchio presidio militare è stato trasformato in una struttura all’avanguardia per ospiti con esigenze speciali (info allo 0861-250328). A Montesilvano prosegue poi il progetto del Comune “Mare senza barriere”, di cui abbiamo già parlato in passato. Lì sono stati dotati di sedia job i gli stabilimenti Bagni Luca, Gente Di Mare, La Racchetta, Azzurra, 7 Bello (il sito di riferimento è www.ufficiodisabili.it). Anche per le Marche ci sono diverse segnalazioni della Guida Blu Legambiente e a queste va aggiunto il Natural Village (www.naturalvillageclub.com) di Porto Potenza Picena, cittadina che vanta una squadra in serie A1 di basket in carrozzina e grande sensibilità alle esigenze dei disabili.
Passando in Emilia-Romagna sono quasi tutti accessibili gli stabilimenti balneari della Riviera Romagnola, come previsto da ordinanze comunali e normative regionali. Qui c’è quindi l’imbarazzo della scelta per i turisti, con gli stabilimenti che fanno quasi a gara ad offrire servizi ogni anno migliori per tutti. Anche i singoli Comuni si danno da fare in questo senso (tra questi Cervia, solo per citarne uno tra i più attivi). La Provincia di Rimini ha dato poi vita quattro anni fa al progetto “SpiaggialiberAtutti”, di cui abbiamo trattato più volte. L’obiettivo è rendere completamente accessibili 12 stabilimenti balneari, in un’ottica di altissima qualità e sostenibilità: quelli che ad oggi sono nella ristretta selezione sono il Bagno n.85 “Giulia” di Riccione; Bagni 33 di Cattolica; Bagno “Secondo” 32 a Riccione; Bagno 27 a Rimini e Bagno Egisto 38 a Rimini nord.
Situazione molto ben organizzata anche sulle spiagge del Veneto. La spiaggia di Bibione mette a disposizione dei turisti 4 km di litorale accessibile con passerelle per l’accesso al mare con le carrozzine e noleggio sedie job. Anche il Villaggio Turistico internazionale (www.vti.it/index.aspx) è completamente accessibile. A Caorle va invece segnalata la Casa per Ferie “Vittorio Veneto”, gestita da religiosi, mentre a Cavallino c’è il Villaggio San Paolo (http://www.villaggiosanpaolo.com/). A Jesolo tutti i comfort si trovano presso lo stabilimento Green Beach mentre a Isola Verde il Villaggio Isamar è in parte riservato a persone disabili (http://www.villaggioisamar.com/disabili.html). Infine a Rosolina Mare sono attrezzatissimi il Bagno “Club Rosapineta”, il Bagno “Arcobaleno”, il Bagno “Primavera” e il Bagno “Tamerici”.
Chiudiamo il nostro periplo della Penisola con il Friuli Venezia Giulia, segnalando in particolare le spiagge di Grado e Lignano Sabbiadoro: la prima località offre 7 chilometri di litorale accessibile, con pedane in marmo e in plastica per favorire l’uso delle carrozzine; anche a Grado ci sono pedane e rampe per raggiungere gli ombrelloni e sedie job per fare il bagno sono utilizzabili a richiesta.
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Festa dello sport al Niguarda
Postato da RedazioneMarco | Inserito in Varie
Al ritorno dalle vacanze tutti gli appassionati di sport sono invitati, sabato 11 settembre, alla Festa dello Sport organizzata da Aus Niguarda presso l’Unità Spinale Unipolare dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, in Piazza Ospedale Maggiore 3. Per tutta la giornata, a partire dalle ore 10, l’Associazione AUS Niguarda presenterà diverse discipline sportive praticabili da persone con lesione al midollo spinale. L’obiettivo, ancora una volta, è sottolineare gli effetti benefici dell’attività sportiva sulla qualità della vita delle persone, sia normodotate che con disabilità.
La Festa sarà anche un interessante momento di formazione su sport e disabilità: parteciperà infatti alla giornata il Prof. Moreno Martinelli (Docente di Teoria e Didattica delle attività motorie adattate al disabile, Università del Sacro Cuore di Milano), che interverrà sul tema “Salute e Prevenzione: Obiettivo Movimento”. Accanto alle attività sportive già inserite nel progetto di avviamento allo sport delle persone con disabilità (attivato da tempo presso l’Unità Spinale milanese e di cui abbiamo parlato diverse volte su queste pagine), saranno presentate discipline presso l’Unità spinale: Handbike, Tchoukball, Tennis in carrozzina, Paravolley. Atleti e istruttori daranno dimostrazioni pratiche e su un megaschermo verranno proiettati filmati relativi alle più svariate discipline sportive.
Saranno presenti diverse aziende (tra cui Astra Tech) con stand informativi sui vari ausili per le persone con disabilità ed inoltre sarà allestito un buffet. L’idea di fondo che ogni anno dà vita alla Festa dello Sport è far sperimentare alle persone con lesione midollare una o più attività sportive, considerandole come ipotesi di strumento terapeutico, grazie al quale raggiungere autonomia e indipendenza nella vita quotidiana, nonchè avere l’opportunità di coltivare nuovi rapporti interpersonali.
Come sempre la partecipazione è gratuita e aperta a tutti. La Festa dello Sport è inserita all’interno della programmazione delle “Piazze della Salute”, campagna indetta dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano con la finalità di sensibilizzare la popolazione in merito alle problematiche relative ai grandi temi della salute, della prevenzione e dell’adozione di corretti stili di vita. Per informazioni si può fin d’ora contattare la Segreteria AUS Niguarda: email segreteria@ausniguarda.it, telefono 02-6472490.